venerdì 9 gennaio 2026

FIORI PER LE API

 

Per allevare api bisogna conoscere le api, conoscere le api significa anche e non solo sapere quali siano le specie botaniche a loro più utili e più gradite. Sulla base di questa conoscenza potremo così “arredare” i nostri apiari, i nostri giardini e/o i nostri terrazzi con una multi variegata rappresentanza floreale in grado di sostenere le nostre famiglie lungo tutto l’arco della stagione. Fortunatamente, in Italia esistono più di 8.000 specie vegetali differenti fra loro cosa, questa, che ci rende il paese con la più variopinta ricchezza botanica di tutta Europa. Fra queste 8.000 differenti specie più del 75% di esse necessita di esser impollinata da insetti pronubi e, a questo proposito, non dobbiamo dimenticare che l’ape è l’insetto polilettico per eccellenza ossia è un insetto pronube estremamente adattabile e ciò lo rende capace di visitare tantissimi tipi di piante che presentano fra loro svariate diversità di struttura dei propri fiori. Tuttavia, ciò non toglie il fatto che anche le api, come ciascuno di noi, abbiano i propri gusti e questo fa sì che esse prediligano bottinare su alcune fioriture piuttosto che su altre.

Sono poche ma essenziali le caratteristiche che le piante devono possedere per risultare particolarmente attrattive per le nostre api: esse, infatti, prediligono specie autoctone in quanto si sono evolute in quell’ambiente assieme a loro, questo fa sì che i loro cicli biologici siano sincronizzati con quelli degli stessi insetti che vivono e frequentano quel territorio; in secondo luogo esse prediligono piante capaci di fornire buone quantità di polline e nettare indispensabili al fabbisogno proteico ed energetico della famiglia; inoltre, tali piante devono assicurare fioriture prolungate poiché l’attività delle api va da febbraio/marzo fino a ottobre/novembre quindi il loro ambiente ideale, in cui poter vivere serenamente, deve possedere specie botaniche che garantiscano fioriture lungo tutto l’arco di tale periodo.


Fra questa molteplicità di fioriture grande importanza rivestono gli alberi, gli arbusti e/o le piante erbacee precoci poiché in grado di fornire nutrimento quando le api si risvegliano dal periodo invernale e hanno le scorte quasi esaurite avendo così necessità di reperire cibo in breve tempo e in abbondante quantità, allo stesso modo acquisiscono fondamentale importanza anche le varietà botaniche con fioritura tardiva che rappresentano l’ultima risorsa per accumulare scorte di cibo indispensabili al riposo invernale. Un altro fattore non trascurabile è rappresentato dalla necessità che i fiori delle piante e/o degli arbusti di interesse apistico abbiano strutture semplici, poiché, come detto, nonostante le api sappiano visitare una grande varietà di fiori, esse prediligono quelli con strutture semplici ossia con corolle aperte in cui sia il nettare sia il polline siano facilmente raggiungibili. Infine, non dimentichiamo come anche i colori e i profumi dei fiori rivestano grande importanza; sappiamo, infatti, molto bene come le api siano attratte particolarmente da alcuni tipi di colore quali il giallo, il blue, il porpora, il violetto e l’ultravioletto, quest’ultimo non percepibile dall’occhio umano.

Per riallacciarmi a quanto detto in precedenza vorrei elencare alcune specie botaniche di interesse apistico a fioritura precoce come per esempio: il nocciolo, che con i suoi fiori maschili offre all’ape un’abbondante quantità di polline in un periodo in  cui le scorte all’interno del nido si sono assottigliate nonostante, proprio di questi tempi, vi sia all’interno dell’alveare, un grande bisogno di riserve proteiche per alimentare la covata in iniziale e progressiva crescita; il corniolo, grande fornitore sia di polline sia di nettare, arbusto che presenta un abbondante fioritura gialla che compare prima dell’emissione delle foglie; il calicanto, pianta di origine orientale però con fioritura molto precoce (gennaio/marzo); il laurotino, specie sempre verde che fiorisce da novembre a marzo e che, di conseguenza, per tutto il periodo invernale mette a disposizione delle api polline e nettare e infine ricordo, fra le specie a fioritura precoce, anche il prugnolo e tutti i pruni (mandorlo, pesco etc).

Con il proseguo della stagione la natura elargirà altre provvide fioriture quali quelle del ciliegio, una rosacea, che fiorisce ad aprile; del sanguinello, parente del corniolo che fiorisce in maggio risultando altresì un ottimo dispensatore di nettare e polline; del tiglio uno degli alberi melliferi per eccellenza molto diffuso nelle città dove spesso rappresenta la specie più utilizzata per l’alberatura delle strade e dei viali. Esso, inoltre, verso giugno/luglio viene infestato da afidi, fortunatamente innocui per la sua salute, ma grandi produttori di melata: quel liquido zuccherino particolarmente gradito e bottinato dalle api soprattutto in assenza di altre fioriture. Ancora non possiamo dimenticare il caprifoglio con la sua abbondante fioritura che inizia a maggio e prosegue fino a settembre e il ligustro con un abbondante e profumata fioritura che va da maggio fino a luglio.

Altri arbusti attrattivi per le api sono: la spirea, una rosacea, che fiorisce da maggio a settembre, essa è molto ricercata dalle nostre infaticabili operaie alate sia per il nettare sia per il polline; il melograno, che fiorisce fra maggio e giugno; la budleia (fioritura giugno/ottobre) o albero delle farfalle perché è molto visitato anche e soprattutto dalle farfalle; infine ricordo l’edera, il corbezzolo e il grano saraceno che fioriscono fra ottobre e novembre, fioriture preziosissime per le api poiché fonte di pregiato nettare e di importante polline da stivare nel nido prima dell’arrivo dell’inverno.

Oltre ad alberi e ad arbusti esistono tutta una serie di piante erbacee annuali, biennali e perenni che rivestono un importante ruolo quali preziose fornitrici di nettare e polline come le asteracee, le lamiacee, le rosacee, le leguminose e le borraginacee. Grande importanza l’hanno anche le piante aromatiche (appartenenti quasi tutte alle labiacee e alle ombrellifere) perché sono piante perenni, hanno un’elevata rusticità e poche esigenze, garantiscono un buon effetto ornamentale, sono ricche di nettare, possiedono abbondanti e prolungate fioriture, emanano piacevoli essenze e sono, fra l’altro, anche utili sia per uso culinario che terapeutico.

Fra le specie annuali ricordiamo: il fiordaliso (fioritura maggio/luglio) buon fornitore di nettare e polline, il papavero che dona alle api buone quantità di polline, la borragine che fiorisce da aprile a settembre ed è una buona dispensatrice sia di nettare sia di polline, la facelia (pianta non autoctona e annuale) ottima nettarifera che fiorisce da giugno ad agosto. L’erba viperina è un’erba biennale che fiorisce con spighe di color blue da marzo a settembre. L’erica erbacea fiorisce molto presto (febbraio/maggio) e dona alle nostre api abbondanti quantità di nettare; il tarassaco, erbacea perenne che fiorisce da marzo a settembre, la calendula che con la sua fioritura ininterrotta da febbraio fino a ottobre risulta preziosa elargitrice di polline. Il trifoglio rosso (aprile settembre) e la lupinella (maggio/agosto) sono due leguminose molto rappresentate nei prati fioriti e ottime per la produzione di nettare e polline, la scabiosa che può essere utilizzata anche per abbellimento delle bordure poiché presenta un’inflorescenza che genera grande volume e che fiorisce da giugno a ottobre, infine, ricordiamo gli aster molto importanti per la loro fioritura tardiva (agosto/novembre) ottimi fornitori di nettare e polline. Anche alcune bulbose a fioritura precoce quali per esempio il crocus, il narciso, l’elleboro etc. si rivelano essere preziose elargitrici di polline in un periodo assai prossimo alla ripresa stagionale.

Aiutiamo le nostre api, sosteniamole, adorniamo il nostro apiario di variegate specie botaniche in grado di garantire una prolungata e continua fioritura durante tutto il periodo stagionale, esse ringrazieranno e sapranno dimostrarci come una goccia di nettare e un pizzico di polline siano, a loro, sempre più graditi rispetto a un panetto di candito piuttosto che ad un’improbabile “tazza” di dolce sciroppo!

Ricordo a febbraio 2026 i corsi di apicoltura che si terranno presso l'UNITRE di Meda e presso la biblioteca comunale di Costa Masnaga. Le iscrizioni sono aperte e vi sono ancora pochi posti per poter partecipare.


 

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