Per
allevare api bisogna conoscere le api, conoscere le api significa anche e non
solo sapere quali siano le specie botaniche a loro più utili e più gradite.
Sulla base di questa conoscenza potremo così “arredare” i nostri apiari, i
nostri giardini e/o i nostri terrazzi con una multi variegata rappresentanza
floreale in grado di sostenere le nostre famiglie lungo tutto l’arco della
stagione. Fortunatamente, in Italia esistono più di 8.000 specie vegetali
differenti fra loro cosa, questa, che ci rende il paese con la più variopinta
ricchezza botanica di tutta Europa. Fra queste 8.000 differenti specie più del
75% di esse necessita di esser impollinata da insetti pronubi e, a questo
proposito, non dobbiamo dimenticare che l’ape è l’insetto polilettico per
eccellenza ossia è un insetto pronube estremamente adattabile e ciò lo rende
capace di visitare tantissimi tipi di piante che presentano fra loro svariate
diversità di struttura dei propri fiori. Tuttavia, ciò non toglie il fatto che
anche le api, come ciascuno di noi, abbiano i propri gusti e questo fa sì che
esse prediligano bottinare su alcune fioriture piuttosto che su altre.
Sono poche ma essenziali le caratteristiche che le piante devono possedere per risultare particolarmente attrattive per le nostre api: esse, infatti, prediligono specie autoctone in quanto si sono evolute in quell’ambiente assieme a loro, questo fa sì che i loro cicli biologici siano sincronizzati con quelli degli stessi insetti che vivono e frequentano quel territorio; in secondo luogo esse prediligono piante capaci di fornire buone quantità di polline e nettare indispensabili al fabbisogno proteico ed energetico della famiglia; inoltre, tali piante devono assicurare fioriture prolungate poiché l’attività delle api va da febbraio/marzo fino a ottobre/novembre quindi il loro ambiente ideale, in cui poter vivere serenamente, deve possedere specie botaniche che garantiscano fioriture lungo tutto l’arco di tale periodo.
Fra
questa molteplicità di fioriture grande importanza rivestono gli alberi, gli
arbusti e/o le piante erbacee precoci poiché in grado di fornire nutrimento
quando le api si risvegliano dal periodo invernale e hanno le scorte quasi
esaurite avendo così necessità di reperire cibo in breve tempo e in abbondante
quantità, allo stesso modo acquisiscono fondamentale importanza anche le
varietà botaniche con fioritura tardiva che rappresentano l’ultima risorsa per
accumulare scorte di cibo indispensabili al riposo invernale. Un altro fattore
non trascurabile è rappresentato dalla necessità che i fiori delle piante e/o
degli arbusti di interesse apistico abbiano strutture semplici, poiché, come
detto, nonostante le api sappiano visitare una grande varietà di fiori, esse
prediligono quelli con strutture semplici ossia con corolle aperte in cui sia
il nettare sia il polline siano facilmente raggiungibili. Infine, non
dimentichiamo come anche i colori e i profumi dei fiori rivestano grande
importanza; sappiamo, infatti, molto bene come le api siano attratte particolarmente
da alcuni tipi di colore quali il giallo, il blue, il porpora, il violetto e l’ultravioletto,
quest’ultimo non percepibile dall’occhio umano.
Per riallacciarmi a quanto detto in precedenza vorrei elencare alcune specie botaniche di interesse apistico a fioritura precoce come per esempio: il nocciolo, che con i suoi fiori maschili offre all’ape un’abbondante quantità di polline in un periodo in cui le scorte all’interno del nido si sono assottigliate nonostante, proprio di questi tempi, vi sia all’interno dell’alveare, un grande bisogno di riserve proteiche per alimentare la covata in iniziale e progressiva crescita; il corniolo, grande fornitore sia di polline sia di nettare, arbusto che presenta un abbondante fioritura gialla che compare prima dell’emissione delle foglie; il calicanto, pianta di origine orientale però con fioritura molto precoce (gennaio/marzo); il laurotino, specie sempre verde che fiorisce da novembre a marzo e che, di conseguenza, per tutto il periodo invernale mette a disposizione delle api polline e nettare e infine ricordo, fra le specie a fioritura precoce, anche il prugnolo e tutti i pruni (mandorlo, pesco etc).
Con il
proseguo della stagione la natura elargirà altre provvide fioriture quali
quelle del ciliegio, una rosacea, che fiorisce ad aprile; del sanguinello,
parente del corniolo che fiorisce in maggio risultando altresì un ottimo
dispensatore di nettare e polline; del tiglio uno degli alberi melliferi per
eccellenza molto diffuso nelle città dove spesso rappresenta la specie più
utilizzata per l’alberatura delle strade e dei viali. Esso, inoltre, verso
giugno/luglio viene infestato da afidi, fortunatamente innocui per la sua
salute, ma grandi produttori di melata: quel liquido zuccherino particolarmente
gradito e bottinato dalle api soprattutto in assenza di altre fioriture. Ancora
non possiamo dimenticare il caprifoglio con la sua abbondante fioritura che
inizia a maggio e prosegue fino a settembre e il ligustro con un abbondante e
profumata fioritura che va da maggio fino a luglio.
Altri
arbusti attrattivi per le api sono: la spirea, una rosacea, che fiorisce da
maggio a settembre, essa è molto ricercata dalle nostre infaticabili operaie
alate sia per il nettare sia per il polline; il melograno, che fiorisce fra
maggio e giugno; la budleia (fioritura giugno/ottobre) o albero delle farfalle
perché è molto visitato anche e soprattutto dalle farfalle; infine ricordo
l’edera, il corbezzolo e il grano saraceno che fioriscono fra ottobre e
novembre, fioriture preziosissime per le api poiché fonte di pregiato nettare e
di importante polline da stivare nel nido prima dell’arrivo dell’inverno.
Oltre
ad alberi e ad arbusti esistono tutta una serie di piante erbacee annuali,
biennali e perenni che rivestono un importante ruolo quali preziose fornitrici
di nettare e polline come le asteracee, le lamiacee, le rosacee, le leguminose
e le borraginacee. Grande importanza l’hanno anche le piante aromatiche
(appartenenti quasi tutte alle labiacee e alle ombrellifere) perché sono piante
perenni, hanno un’elevata rusticità e poche esigenze, garantiscono un buon
effetto ornamentale, sono ricche di nettare, possiedono abbondanti e prolungate
fioriture, emanano piacevoli essenze e sono, fra l’altro, anche utili sia per
uso culinario che terapeutico.
Fra le
specie annuali ricordiamo: il fiordaliso (fioritura maggio/luglio) buon
fornitore di nettare e polline, il papavero che dona alle api buone quantità di
polline, la borragine che fiorisce da aprile a settembre ed è una buona dispensatrice
sia di nettare sia di polline, la facelia (pianta non autoctona e annuale)
ottima nettarifera che fiorisce da giugno ad agosto. L’erba viperina è un’erba
biennale che fiorisce con spighe di color blue da marzo a settembre. L’erica
erbacea fiorisce molto presto (febbraio/maggio) e dona alle nostre api
abbondanti quantità di nettare; il tarassaco, erbacea perenne che fiorisce da marzo
a settembre, la calendula che con la sua fioritura ininterrotta da febbraio fino
a ottobre risulta preziosa elargitrice di polline. Il trifoglio rosso (aprile
settembre) e la lupinella (maggio/agosto) sono due leguminose molto
rappresentate nei prati fioriti e ottime per la produzione di nettare e
polline, la scabiosa che può essere utilizzata anche per abbellimento delle
bordure poiché presenta un’inflorescenza che genera grande volume e che
fiorisce da giugno a ottobre, infine, ricordiamo gli aster molto importanti per
la loro fioritura tardiva (agosto/novembre) ottimi fornitori di nettare e
polline. Anche alcune bulbose a fioritura precoce quali per esempio il crocus,
il narciso, l’elleboro etc. si rivelano essere preziose elargitrici di polline
in un periodo assai prossimo alla ripresa stagionale.
Aiutiamo
le nostre api, sosteniamole, adorniamo il nostro apiario di variegate specie
botaniche in grado di garantire una prolungata e continua fioritura durante
tutto il periodo stagionale, esse ringrazieranno e sapranno dimostrarci come una
goccia di nettare e un pizzico di polline siano, a loro, sempre più graditi
rispetto a un panetto di candito piuttosto che ad un’improbabile “tazza” di
dolce sciroppo!





Nessun commento:
Posta un commento